COSTELLAZIONI
FAMILIARI
Secondo Bert Hellinger
Una giornata alle radici del nostro albero
Una proposta di lavoro sul tema
delle
Costellazioni familiari
(secondo il metodo di Bert Hellinger)
Dicono che ognuno di noi abbia un destino. Dicono anche che possiamo non esserne gli autori, o i coautori, perché a volte nello scrivere questo nostro destino siamo inconsapevolmente condizionati.
Secondo Hellinger, l’ideatore del metodo delle rappresentazioni familiari, non siamo noi a decidere se nella nostra vita vogliamo seguire la via della gioia o della sofferenza. A portarci nell’una o nell’altra direzione è la qualità dell’ energia della nostra famiglia d’origine: noi siamo contenuti nell’anima della nostra famiglia. Le influenze maggiori provengono da eventi del nostro passato: passato che può risalire ai nostri genitori, ai nostri nonni e anche ad antenati di generazioni vicine a noi, come se una cascata di informazioni legasse la nostra vita a persone che possiamo non aver conosciuto, a eventi cui non abbiamo preso parte. Questi fatti, queste persone, anche se lontani nel tempo influiscono sul modo in cui impostiamo la nostra esistenza.
Lavorare con la costellazione della propria famiglia significa portarne al di fuori di noi l’immagine che inconsciamente custodiamo e lasciare che questa immagine prenda forma, con i suoi equilibri, con le emozioni che la abitano e che abbiamo fatte nostre. La messa in scena, con l’aiuto della conduttrice e dei compagni di lavoro, ha lo scopo di armonizzarla, dandole un vero equilibrio, perché sia finalmente la base sicura da cui partire, o ripartire.
Lavorare con le Costellazioni significa entrare nella gabbia che in certi momenti possiamo sentirci attorno e andare con coraggio e amore fino in fondo, finché le sue pareti non crollano.
Giusi Savoldi
Educatrice professionale, lavora come consulente privata nella relazione d’aiuto.
Socia dell’Associazione Aleph, presso cui ha conseguito il Master in PNL umanistica e Master in conduzione di gruppo con i trainers Mauro Scardovelli e Carolina Bozzo.
Formazione alla terapia con le Costellazioni Familiari presso l’Istituto delle Costellazioni di Roma e l’Associazione Bert Hellinger Italia, sempre con insegnanti direttamente formati da Hellinger stesso.
N° tel.: 035994434 (abitazione) 3470846124, giusisavoldi@eutelia.com
Come si svolge una costellazione familiare
E’ possibile lavorare con le costellazioni (o rappresentazioni) familiari, sia nella seduta singola che nel gruppo. Nel caso di un seminario di gruppo la conduttrice intervista brevemente il cliente che desidera risolvere una situazione difficile, circa i fatti e gli eventi che il cliente conosce della sua famiglia. Le domande vertono esclusivamente sui fatti e, anche se può sembrare strano, non sulle possibili interpretazioni psicologiche di questi fatti. Peculiarità delle rappresentazioni familiari è quella di basarsi su ciò che gli occhi vedono, o hanno visto. persone che nella famiglia hanno avuto destini particolari, segnati dall’esclusione, dall’oblio, dall’ingiustizia, commessa o subita. Identificati così i membri della famiglia del cliente che è bene mettere nella rappresentazione, si invita il cliente stesso a scegliere tra le persone del gruppo un rappresentante per ogni familiare e uno per se stesso. Le persone prescelte non sono obbligate ad accettare l’invito. Sono libere di rifiutare, anche se l’esperienza dimostra che generalmente l’invito è accolto con piacere, perché l’occasione di essere un rappresentante permette di lavorare su se stessi , sulle proprie emozioni, sia pur attraverso situazioni che appartengono ad altri. (E’ la stessa ragione per cui , in modo diverso , si trae beneficio dal partecipare a un incontro di costellazioni anche se non si porta una domanda, perché nel gruppo si condivide una dimensione di sblocco e risveglio delle emozioni che la convibrazione del gruppo intensifica e a cui ognuno può accedere.)
A questo punto il cliente mette in scena la rappresentazione, conducendo i rappresentanti nello spazio al centro del cerchio dei presenti. E’ da considerare l’importanza che riveste questo cerchio, che contiene, amplifica e testimonia quanto avviene al suo interno. Ha la stessa funzione della “ronda” nella pizzica- pizzica.
Il cerchio, la disposizione dei rappresentanti nello spazio, la presenza della conduttrice e del cliente che porta la domanda, contribuiscono a creare il “campo di coscienza” che permetterà lo scioglimento del nodo cruciale. E’ la presenza di questo campo che fa sì che i rappresentanti avvertano sensazioni fisiche ed emozioni che non appartengono a loro, ma alla persona che rappresentano.
La conduttrice è guidata nella costellazione dalla testimonianza di queste reazioni emotive e di queste sensazioni fisiche, che le permettono di comprendere la dinamica nascosta che agisce nella famiglia. Quando la situazione della famiglia è evidente, e quindi evidente è l’immagine disfunzionale che il cliente porta dentro di sè, la conduttrice attraverso i rappresentanti cerca le parole e gli spostamenti più adeguati per facilitare lo scioglimento degli irretimenti distruttivi venuti alla luce. Questo processo si può risolvere in pochi minuti così come può aver bisogno di più tempo, anche un’ora... o più. Spesso l’immagine guaritiva è raggiunta, anche se non sempre è possibile. C’è bisogno, in alcuni casi, di tappe intermedie, di procedere per piccoli passi. |