Le paure della sessualità
Quando parliamo di paure della sessualità ci riferiamo alle ansie e alle preoccupazioni che possiamo vivere nelle esperienze sessuali e, più in generale, nella relazione con l’altro sesso.
La paura più grande è quella di non sentirci normali: c’è chi pensa, ad esempio, di avere organi genitali imperfetti. In questi casi una corretta informazione sull’anatomia e il funzionamento degli apparati sessuali può bastare a rassicurarci. Ma se neanche questo ci tranquillizza, la cosa migliore è rivolgersi al medico di famiglia o agli esperti del consultorio, che ci sapranno aiutare, dandoci indicazioni mediche adeguate nel caso fossero realmente presenti delle piccole imperfezioni.
Altra paura comune nei ragazzi è quella di non riuscire a svolgere le funzioni sessuali in modo soddisfacente. Questo timore è spesso dovuto a un luogo comune molto diffuso: si ritiene, infatti, che esista un legame tra la dimensione del sesso maschile e il piacere sessuale. In realtà è importante sapere che si possono avere rapporti sessuali soddisfacenti per entrambi i partner, al di là delle dimensioni dei genitali di ognuno. Le dimensioni del pene in erezione variano da uomo a uomo (la media è dai 12 ai 18 cm) e può esistere una differenza anche notevole dallo stato di riposo all’erezione. La vagina inoltre è un organo molto elastico che può contrarsi e allargarsi.
Le ragazze hanno spesso un altro genere di preoccupazione: “non ho l’orgasmo, quindi non sono una vera donna”. Soprattutto all’inizio della sessualità non è facile scoprire come funzionano, in noi, i meccanismi del piacere. E’ una scoperta che richiede tempo e pazienza: l’esperienza e la progressiva conoscenza delle manifestazioni del nostro piacere possono aiutarci. Insieme al partner impareremo a sviluppare quell’attenzione reciproca che consente ad entrambi di vivere meglio il rapporto sessuale.
Il timore dell’insuccesso
Se per una ragazza la paura è di non provare piacere, nel ragazzo, come abbiamo visto, il timore maggiore è quello dell’insuccesso.
E’ il problema che in linguaggio scientifico si chiama “ansia di prestazione” che molte volte produce una catena negativa che si autoalimenta: abbiamo paura di non riuscire ad avere l’erezione o di eiaculare troppo presto, e se ci è capitato una volta abbiamo paura di fare sempre peggio…e l’ansia che cresce incentiva ancora di più questo effetto indesiderato.
Può essere utile sapere che non possiamo determinare l’erezione con la volontà perché funziona in modo autonomo, dipende dall’eccitazione e può essere inibita dalle condizioni generali di stress.
Così per quanto riguarda la rapidità, la conclusione del rapporto sessuale può essere causata dall’atteggiamento della partner o dalla nostra mancanza di conoscenza delle sensazioni che precedono l’eiaculazione. Se riconosciamo le sensazioni che precedono l’eiaculazione si può intervenire per rallentare la conclusione del rapporto.
Dobbiamo imparare a lasciarci andare: abbandonare i pensieri negativi che si affollano nella mente e concentrarci sulle sensazioni che il corpo ci comunica.
Certamente una sessualità tesa e nervosa può portare ad esperienze negative. Può accadere che i primi rapporti siano deludenti, perché una sessualità libera e serena è fatta di tante cose che si acquisiscono con l’esperienza: sono coinvolti la corporeità, la fantasia, il gioco, lo scambio, la conoscenza reciproca. Se qualcosa agli inizi va male, non conviene drammatizzare: è normale che alcune esperienze siano negative. Gli sbagli possono insegnarci a riconoscere i messaggi che il nostro corpo ci manda, a scoprire cosa desideriamo dal rapporto affettivo e sessuale.
Una buona esperienza sessuale viene facilitata dalla serenità personale, dalla fiducia che ispira il partner.
La sessualità è un modo per vivere l’intimità, e il piacere non deve diventare un esame.
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